Normativa

Normativa diramata da Ordine Medici e Odontoiatri di Arezzo

Rlevazione e valutazione del rischio nei casi di violenza di genere 7.6.2011

Associazione “Pronto Donna” - Centro Antiviolenza
Piazza Santa Maria in Gradi 4 -52100 Arezzo – Tel/Fax0575-355053 Mail:info@prontodonna.it Web: www.prontodonna.it

La rilevazione e la valutazione del rischio nei casi di violenza di genere
Dr.ssa Elisa Serafini
Secondo l’ultima indagine sul femminicidio in Italia le donne uccise per mano di uomini (loro mariti, ex
compagni, parenti o sconosciuti) sono 127, 8 in più dell’anno precedente e 15 in più del 2008. Da questi
dati emerge come il femminicidio si possa considerare un evento consueto: non passano 3 giorni da un
episodio al successivo. Quello che emerge dall’analisi delle ricercatrici non è solo l’aumento del fenomeno
negli anni ma anche il ripetersi di alcune caratteristiche di intimità: nel 70% dei casi la donna viene uccisa in
casa (nella propria o in quella del partner o del conoscente), nel 54% dei casi la donna trova la morte
all’interno della relazioni di coppia (AAVV, 2011).
Molto spesso però quando si parla di violenza di genere, anche dei casi che non sfociano in omicidi, si pensa
che siano atti rari e imprevedibili. Il fenomeno della violenza di genere è avvolto in un alone di miti e
credenze che contribuiscono al perpetuarsi di concetti sbagliati come quello legato all’imprevedibilità della
violenza o quello che sia la vittima a causare l’aggressione. Alcuni di questi miti servono per proteggere
dall’imbarazzo, altri per proteggere i soccorritori dal proprio scoraggiamento e dal proprio senso di
impotenza. Purtroppo riconoscere i “segni” della violenza di genere non è facile, il riconoscimento può
essere ostacolato dalla presenza di stereotipi di genere e credenze distorte che circondano le donne
maltrattate e/o dai comportamenti delle donne stesse. Superati tali ostacoli è possibile riconoscere il
fenomeno attraverso l’individuazione e l’analisi di alcuni indicatori:
 Comportamentali (ritardo agli appuntamenti, fretta eccessiva durante le visite mediche …)
 Fisici (Lesioni bilaterali, lesioni alle parti intime, …)
 Psicologici (ansia, eccessivo imbarazzo …)
Solo con uno sguardo scevro da stereotipi di genere è possibile riconoscere questo specifico tipo di violenza
e individuare indicatori comportamentali che possono orientare ogni professionista nella valutazione del
rischio di recidiva, processo essenziale per pianificare efficaci programmi di protezione delle vittime, siano
esse donne o minori. La valutazione del rischio è necessaria per individuare chi fra i maltrattanti reitererà
tali condotte violente e capire cosa distingue un maltrattante da un altro che non metterà in atto la
recidiva. “Il principio su cui si basa la valutazione del rischio è che la violenza è una “scelta” influenzata da
una serie di fattori personali, sociali ed ambientali: in questo caso si tratta di capire le motivazioni, ovvero i
fattori di rischio, che hanno spinto quel soggetto a mettere in atto un comportamento violento, cercando di
superare l’approccio deterministico del comportamento umano.” (Baldry, 2006, pg 65).
Se si riconosce una situazione di violenza di genere è bene successivamente valutare il rischio che la donna
corre, processo che deve essere svolto con il coinvolgimento della donna. Una corretta valutazione del
rischio è un processo complesso che non avviene meccanicamente. Durante l’intervento verranno illustrati
alcuni predittori e indicatori.
Bibliografia
AAVV. (2011). “Il costo di essere donna. Indagine sul femminicidio in Italia. I dati del 2010”, Casa delle
Donne per non subire più violenza, Bologna
Baldry A.C. (2006). “Dai maltrattamenti all'omicidio. La valutazione del rischio di recidiva e dell'uxoricidio”, F.
Angeli, Torino

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