Normativa

Normativa diramata da Ordine Medici e Odontoiatri di Arezzo

Sulla "sostituibilità" dei farmaci 28.11.2011

Da Toscana Medica del 24.11.2011 - Sulla "sostituibilità" dei farmaci
La Regione Puglia, con propria legge regionale, ha stabilito che all'atto delle dimissioni del paziente dal ricovero o della visita specialistica, le strutture delle Aziende sanitarie pubbliche avrebbero dovuto dispensare i farmaci necessari per il primo ciclo di terapia. In particolare, il regolamento attuativo della legge regionale prevedeva che, nell'ambito della distribuzione diretta dei farmaci, la prescrizione dei medicinali concedibili con oneri a carico del SSR presenti nel prontuario terapeutico, dovesse riportare esclusivamente il principio attivo con conseguente divieto per i medici ospedalieri e specialisti ambulatoriali di utilizzare il nome commerciale del prodotto. Una azienda farmaceutica ha fatto ricorso contro questa disposizione e il Consiglio di Stato le ha dato ragione. I giudici amministrativi, infatti, hanno affermato che il medico non può essere obbligato a indicare nella prescrizione esclusivamente il nome del principio attivo e quindi non può essere rimessa al farmacista la scelta concreta del farmaco da somministrare, non avendo quest'ultimo né la competenza tecnica, né la conoscenza del quadro clinico dell'assistito. Il Consiglio di Stato ha anche osservato che la normativa regionale si pone in contrasto con la Legge dello Stato n. 405 del 2001 che contiene principi fondamentali non derogabili dalle singole Regioni. La Legge nazionale, infatti, prevede che ove sia prescritto un farmaco più costoso tra quelli equivalenti in commercio, la differenza di costo è sostenuta dal paziente, che, a sua volta, può optare, su consiglio del farmacista, per il farmaco al prezzo più basso; ma ciò solo laddove il medico non abbia apposto la clausola di insostituibilità. In definitiva emerge il principio che è la valutazione finale del medico curante, da effettuarsi in relazione alla precisa patologia del paziente e alle caratteristiche della malattia, a determinare il ricorso a un farmaco specifico e la non sostituibilità con altro farmaco (Consiglio di Stato, sez. III, sent. n. 5790 del 27/10/2011).

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