Normativa

Normativa diramata da Ordine Medici e Odontoiatri di Arezzo

Cartella clinica: aggiornamento progressivo e contestuale 6.12.2011

Cartella clinica: aggiornamento progressivo e contestuale

Il fatto
La Corte d'appello di Caltanissetta, confermava la sentenza con la quale il tribunale aveva condannato il medico chirurgo alla pena di mesi otto di reclusione perché ritenuto colpevole di aver aggiunto al diario giornaliero, in una parte rimasta in bianco, una specifica dicitura, annotando tali dati non contestualmente al loro verificarsi, alterando così un atto pubblico. Il medico ha agito per la cassazione della pronuncia, osservando che la dicitura contestata non venne apposta in quello stesso giorno, in quanto, finito il turno, aveva lasciato il reparto, senza avere avuto tempo di riportare nel diario clinico i dati relativi alle condizioni dei degenti e le cure disposte e praticate, che risultavano però segnate nelle schede termometriche allegate. L'attestazione relativa al degente non venne apposta contestualmente, ma successivamente, anche se, nel frattempo il paziente era deceduto e la polizia giudiziaria aveva eseguito una fotocopia della cartella in reparto, dove non figurava ancora l'annotazione contestata.

Il diritto
La finalità dell'atto - assolutamente correlata alla sua immodificabilità - è quella di rispecchiare in maniera fedele il decorso e l'evolversi della malattia e degli altri fatti clinici rilevanti, progressivamente e contestualmente al loro verificarsi. La permanenza del documento nel luogo di lavoro non può logicamente equivalere a una criptica autorizzazione a violare la sua primaria funzione di rappresentazione storica relativa a una degenza. La cartella clinica, redatta da un medico di un ospedale pubblico, è caratterizzata dalla produttività di effetti incidenti su situazioni giuridiche soggettive di rilevanza pubblicistica, nonché dalla funzione della documentazione di attività compiute (o non compiute) dal pubblico ufficiale che ne assume la paternità. Ne deriva che le modifiche, le aggiunte, le alterazioni e le cancellazioni integrano falsità in atto pubblico, punibili in quanto tali.

Esito del giudizio
La Corte di cassazione penale ha rigettato il ricorso.
[Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net]

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